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La
diffusione dell’agricoltura in Europa I
primi popoli a diffondere l’agricoltura nell’area mediterranea
furono i Greci, gli Etruschi e i Romani; invece nel resto dell’
Europa, che era occupata da foreste, steppe e malsani acquitrini, essa
era praticata molto poco e solo in zone limitate. L’agricoltura
“forte” Lo sviluppo
dell’attività agricola non è avvenuto
in modo uguale in tutte le regioni d’Europa, sia per le condizioni
climatiche, sia per il metodo di coltivazione impiegato.Infatti
nell’Europa atlantica , in Germania, e nella pianura Padana è pratica
un’agricoltura moderna, chiamata “forte” perché utilizza tecniche
recenti, fertilizzanti chimici, macchinari, antiparassitari e personale
specializzato (agronomi). L’agricoltura
“debole”
Invece
nell’ Europa Mediterranea e in Irlanda viene praticata
un’agricoltura tradizionale, chiamata anche agricoltura “debole”
perché utilizza metodi arretrati, molta manodopera e le rese sono molto
basse; inoltre non è collegata in modo adeguato con l’allevamento del
bestiame e con le industrie alimentari. I
prodotti ricavati sono molto vari come: olive, uva , cereali, frutta e
ortaggi. Troviamo,
poi, l’agricoltura di sussistenza, i cui prodotti sono appena
sufficienti al fabbisogno dei contadini e perciò non sono quasi mai
destinati alla vendita. Questo
tipo di agricoltura, soprattutto nel bacino del Mediterraneo è
condizionata anche dalla scarsa fertilità del terreno perché soggetto
a lunghi periodi di siccità e dalla presenza ancora di minifondi e
latifondi, perciò le zone dedite a coltivazioni specializzate sono
poche e dalla maggioranza dei terreni
si ricavano quindi
i prodotti già citati. Invece l’allevamento conta qualche
migliaia di ovini, suini e bovini, questi ultimi tenuti allo stato
brado, e solo in poche aziende agro-zootecniche allevati in modo
stallivo. Per
concludere tutte le produzioni agricole dell’Europa mediterranea sono
insignificanti rispetto a quelli dell’Europa continentale.
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