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LA
DEVOZIONE MARIANA
La seconda domenica di Maggio viene festeggiata la Madonna
dell’Olmo. Nei giorni che precedono la festa, la zona assume un
aspetto insolito e vivace. I balconi e le finestre delle case vengono
ornate con tante lampadine colorate, che illuminano questa zona del
golfo e rendono omaggio alla Madonna. I riti della festa iniziano il
sabato, quando la statua della Madonna viene portata, in processione,
dalla chiesa di Fabiano Alto alla chiesa dell’Olmo. Oggi è del tutto
scomparsa la tradizione dei falò, che negli anni passati coinvolgeva
tutti i giovani della frazione. I ragazzi, infatti, con l’aiuto dei
bambini andavano a raccogliere legna, tavole, carta, rovi, che
accatastavano a forma di pagliaio, a cui davano fuoco alla vigilia della
festa, formando un grande falò. La domenica, giorno della ricorrenza
della festa, la giornata all’Olmo inizia con la celebrazioni delle
messe; a quella delle undici partecipa sempre il vescovo . Molte sono le
persone che, in questo giorno, accorrono all’Olmo: sono persone di
Fabiano, di la Spezia e di ogni altro luogo della provincia. La gente
che arriva al Santuario è allegra e felice. Nel prato davanti alla
chiesa i bambini giocano a pallone; si rincorrono con grida di gioia,
mescolando le loro voci festose al suono delle campane, alle preghiere e
alle lodi dei fedeli, che vengono trasmesse all’esterno attraverso gli
altoparlanti. Il tutto poi, come in un gran quadro, è incorniciato da
bancarelle dove si possono
acquistare: torte, sgabei (cucinati dalle donne di Fabiano), dolciumi e
oggetti della fiera di beneficenza. Coloro che vogliono acquistare
oggetti sacri, come ricordo, possono trovarli in una bacheca che è
esposta all’interno della chiesa. Oggi, la festa della Madonna
dell’Olmo è per gli spezzini la
prima scampagnata di primavera; anticamente, invece, era considerata una
sagra popolare, vissuta con grande devozione. Molte persone, infatti,
salivano al Santuario per implorare una grazia o per sciogliere un voto.
Spesso si incontravano, lungo la mulattiera che conduceva alla chiesa,
donne e uomini, che avanzavano faticosamente, scalzi o in ginocchio. Si
saliva all’Olmo con i vestiti della festa e le ragazze usavano ornarsi
le braccia con canestrelli e collane di nocciole. Le donne raccoglievano
nei prati , attorno alla chiesa, erbe aromatiche che portavano a casa
e che mettevano a seccare; poi le usavano per
rendere i cibi più saporiti. Non sono invece cambiati i piatti
della festa, che da moltissimo tempo gli abitanti di Fabiano sono soliti
preparare, per il pranzo della seconda domenica di Maggio. Essi sono:
ravioli, torta con i cipollini, buccellato con il buco, torta di riso
dolce e salata. Ma il piatto tipico, che le donne di Fabiano preparano
con cura, è la torta di cipollini. Per prepararla, occorrono i seguenti
ingredienti: farina, acqua, un pizzico di sale, riso, cipollini, uva,
parmigiano e burro. Per ogni chilo di riso occorrono 12 uova e 6 mazzi
di cipollini. Si fa bollire il riso, in acqua salata, lasciandola un
po’ al dente, si scola e si fa raffreddare. Si sbattono le uova, aggiungendo parmigiano e
burro. Si fanno rosolare i cipollini nell’olio e il tutto si impasta
con il riso raffreddato; se il preparato risulta asciutto si aggiunge un
po’ di latte e un mestolino d’acqua
della bollitura del riso, fino a che non si ammorbidisce. Poi, si fa una
sfoglia con la farina, l’acqua, il sale e l’olio, si adagia in una
teglia piuttosto bassa e unta con l’olio. La sfoglia, che deve
ricadere leggermente fuori dalla teglia, viene poi pareggiata con
forbici apposite e, poi, richiusa sull’impasto di riso e di cipollini.
Infine, si fa cuocere nel forno a legna per un’ora. La torta è buona
mangiata appena sfornata, la sera della vigilia, ma è ottima, anche
,l’indomani il giorno della festa.
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