Il salone del piano terra

 

    Il salone ha la forma di un rettangolo con due ali anch’esse rettangolari. Nella parte a destra dell’entrata e in quella di fronte ci sono grandi finestre e la porta di ingresso della sala delle armi. In fondo al salone c’è un’ampia scala di marmo che conduce alla sala del piano superiore. Ai lati della porta sono esposte due polene che rappresentano una ninfa e un nobile di Casa Savoia. A sinistra si trovano numerose vetrine contenenti modelli di ancore e di imbarcazioni: il modellino del vascello “Re Galantuomo”; il modello antico e quello recente della nave scuola “A. Vespucci”, sul cui ponte si notano due piccole mitragliatrici che servono per addestrare gli allievi a sparare contro oggetti che galleggiano sulla superficie del mare; i modellini della nave napoletana “Minerva”, della “S. Giovanni” e altri.

 

In due ampie vetrine si trova l’evoluzione della nave nei secoli; infatti vi sono i modelli di navi antichissime, come la nave a vela greco-etrusca, le giunche

cinesi, le triremi venete, fino ad arrivare alle caravelle di Cristoforo Colombo. Nello spazio fra le vetrine si possono osservare polene, stemmi in legno, fregi, quadri, piccole armi, una grande ancora fossilizzata ritrovata nel fiume Magra, della quale non è nota la provenienza, il faro che funzionava sull'isola del Tino e due armature.

     Sono molto interessanti due polene che rappresentano due draghi che sembrano in procinto di saltare,  infatti  avevano lo scopo di spaventare i nemici.

Sul lato destro della sala c’è una serie di polene, tra le quali c’è quella che rappresenta Cristoforo Colombo con il braccio alzato per indicare  l’avvistamento del Nuovo Continente.

     Prima di imboccare lo scalone che porta al piano superiore, sono esposti due plastici dell’Arsenale della Spezia, che ne rappresentano le condizioni alla fine della guerra e dopo la ricostruzione. Proseguendo, si trova la composizione che ricorda l'equipaggio del sommergibile “Scirè”: un pezzo di lamiera contorta del portello di prora, un’urna in vetro che contiene alcuni reperti e un po’ di sabbia, raccolti dai palombari all’interno del relitto.

     In alto si trova uno stemma in bronzo che rappresenta un coccodrillo con un coltello in bocca: è il simbolo degli “assaltatori”. In una vetrina sono esposti cimeli che ricordano le imprese dei MAS (mezzi di assalto veloci) durante la prima guerra mondiale. In un'altra vetrina c’è il modello della nave “Altezza” e un esemplare originale di SLC (siluro a lenta corsa) comunemente chiamato “maiale”, mezzo sottomarino ampiamente impiegato nella seconda guerra mondiale per raggiungere la nave senza farsi notare e agganciarvi una testata esplosiva.

      

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