L’OLMO, LUOGO DELLA RESISTENZA SPEZZINA

 

I PARTIGIANI

Sono davanti a noi, in gruppo, hanno i capelli bianchi, assomigliano un po’ ai nostri nonni. Oggi, ottantenni, vivono in famiglia, da pensionati e partecipano alle riunioni della loro associazione, l’ANPI che ha lo scopo di raccontare ai giovani la storia della Resistenza e di onorarne i caduti. Un tempo, più di cinquant’anni fa, quando avevano circa vent’anni, vivevano e combattevano, da partigiani, sulle montagne. Sono venuti qui , all’Olmo, per incontrarci e testimoniare sulle loro esperienze. Essi ricordano, per noi, le lunghe e faticose marce di spostamento in montagna, le difficoltà affrontate per nutrirsi e ripararsi, il costante pericolo di vita a cui erano sottoposti, l’orgoglio nel combattere per una giusta causa. Il loro racconto è così coinvolgente che’ ascoltandoli, ci sembra quasi di rivederli mentre sono riuniti nel fienile, uno dei loro rifugi, tutti intorno ad un grande paiolo dove cuoce la minestra,” quella brodaglia “ come la chiamano loro o mentre, lungo le pendici del monte Gottero, avanzano nella neve alta e incontaminata: ogni passo costa loro molta fatica e sentono un gran freddo che li congela……… Il nostro incontro con i partigiani si conclude con una fotografia di gruppo, essa ci ricorderà, nel tempo, questi nonni, così speciali, che ci hanno raccontato la loro giovinezza avventurosa ed eroica.

 

 

LA LAPIDE

 

Accanto al Santuario, incastonata nella fontana, una lapide , testimone muta, ci circonda, anch’essa, ciò avveniva “ nei drammatici giorni del luogo quarantaquattro “. Questa stele è stata posta a cura dell’Istituto storico della Resistenza, un ente nato alla Spezia, nel 1972, per volontà dell’Amministrazione Comunale. Esso ha sede nelle biblioteca “ P. M. Beghi” ed ha lo scopo di approfondire e di diffondere le conoscenze della Resistenza., un periodo della nostra storia, durante la seconda guerra mondiale, in cui, persone, con idee politiche diverse e appartenenti a gruppi sociali diversi, si unirono per combattere contro i tedeschi che occupavano il nostro paese e contro i fascisti che li aiutavano. Nell’epigrafe si ricorda il C.L.N.P (comitato di liberazione nazionale provinciale), una organizzazione dove si dirigeva e coordinava la lotta partigiana e dove si discutevano le proposte per il futuro governo, libero e democratico, del nostro paese. Ne facevano parte : Pietro Beghi, Paolo Boracchia, Ennio Cavando, Mario Da Pozzo, Carlo Naef, uomini di  “diversa fede”, cioè con idee politiche diverse ma con la “ comune volontà “ di scacciare lo straniero e ristabilire i valori della democrazia.” Tutte le liberazioni sono sempre state prese all’unanimità “ci ricorda Pietro Beghi nella cronaca del C.N.L.P. Al termine della nostra visita, quando ci congediamo dall’Olmo e dai suoi testimoni, sentiamo che anche noi, ormai, facciamo parte della storia di questo luogo, perché avremo, in futuro, la possibilità di testimoniare ciò che oggi ci è stato dato di conoscere.   

 

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