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LA
BELLA CATERINA C’era una volta una donna campagnola che aveva due figlie, una delle quali era bellissima e si chiamava Caterina e l’altra era brutta. Ma la madre voleva più bene alla brutta e tutte e due si rodevano d’invidia per Caterina, perché alla sua bellezza si accoppiava una grande bontà. Caterina sopportava con pazienza le persecuzioni delle arpie ed invece di farsi brutta per gli strapazzi, pareva che ogni giorno crescesse la sua bellezza. Un giorno la madre mandò Caterina a prendere lo staccio dalle fate, perché doveva fare il pane. Quando Caterina fu all’entrata del bosco, incontrò un vecchietto che le domandò dove stesse andando; gli rispose gentilmente che stava andando dalle fate. Il vecchietto le diede dei consigli e Caterina promise di seguirli. Arrivata dalle fate fece quello che le aveva detto il vecchio. Alla casa c’erano tanti gatti e li aiutò tutti. Poi chiamarono il gatto Mammone. Il gatto Mammone chiese a Caterina se voleva pan bianco e cacio o pan nero e cipolle e lei rispose pan nero e cipolle, ma il gatto le diede pan bianco e cacio.Dopo aver mangiato, si tolse le scarpe, come aveva detto il vecchio, e salì una bellissima scala di cristallo. Giunta al piano superiore, il gatto Mammone le chiese se voleva un vestito bellissimo con gioie d’oro o un vestito brutto con gioie d’ottone e lei rispose che voleva il vestito brutto, ma le diede quello bello. Quando stava per andarsene, il gatto Mammone l’ avvisò: se sentiva il raglio dell’ asino doveva proseguire, invece, se sentiva il canto del gallo, si doveva girare e avrebbe avuto una sorpresa. Così fece e sulla fronte le comparve una stella. Tornò a casa. Quando lo staccio fu adoperato, la brutta chiese alla madre se poteva riportarlo e la madre consentì. Anche lei incontrò il vecchietto, ma lo trattò malissimo. All’entrata, le fate le chiesero di mettere il dito nella serratura della porta, per aprirla, e glielo troncarono ; anche lei trovò i gatti e li torturò, poi chiamarono il gatto Mammone e gli raccontarono tutto. Il gatto Mammone le chiese se volesse pan bianco e cacio o pan nero e cipolle e lei scelse pan bianco e cacio, ma le diede pane nero e cipolle. Poi salì le scale di cristallo e le ruppe con gli zoccoli; al piano superiore le chiese se voleva un vestito con gioie d’ oro o un vestito di tela ; lei scelse quello più bello, ma le diede quello più brutto. Quando la brutta stava per uscire, il gatto le disse che,se sentiva il canto del gallo, non doveva girarsi, invece se sentiva il raglio dell’ asino, doveva girarsi e avrebbe avuto una sorpresa. Così fece e le spuntò una coda d’asino in mezzo alla fronte. Caterina era diventata ancora più bella. Un principe se ne innamorò e le chiese di sposarlo. Il giorno del matrimonio, la brutta e la madre nascosero Caterina in un tino; la brutta indossò i vestiti di Caterina e si nascose la coda e il viso sotto un velo. Ma il principe si insospettì e le fece scoprire il volto; andò a controllare, trovò Caterina nel tino e ordinò che la madre e la brutta fossero uccise. Lui e Caterina vissero felici e contenti.
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