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LA
ZUCCA Introduzione Di
zucche ve ne sono di infinite specie, provenienti da
diverse parti del mondo, con forme diverse
e spesso bizzarre. Fin
dall’antichità le zucche vuote si usavano come contenitori per
trasportare vino, acqua
o sale ma anche come
galleggianti. In
Europa la zucca di forma tondeggiante ha evocato la testa umana, tant’è
vero che si usa dire ”Fa freddo, copriti la zucca” oppure “
Si gratta la zucca”, “Guarda quell’uomo con la zucca pelata”.
Dalla parola zucca nel significato di “capo” è nata
la parola” zuccata”: un colpo dato con la testa.
Dall’usanza antica, tipica delle famiglie contadine
più povere, che trasportavano o tenevano il sale nella zucca
svuotata, è nata l’espressione “ zucca senza sale ”; “
aver poco sale in zucca ”. Al contrario: “ Aver sale in zucca “
- significa avere intelligenza. La zucca di per se stessa ha
ispirato anche simboli ed emblemi negativi, perché alla sua bellezza e
grossezza non corrisponde un altrettanto valore nutritivo.
LE
RADICI CELTICHE DELLA FESTA DI HALLOWEEN. Molte leggende celtiche legate alla zucca riguardano la fertilità della terra e il superamento dell’ oscura stagione invernale. Per questo motivo i Celti attendevano con gran timore la metà più buia dell’anno, l’inizio del regno semestrale del Dio delle tenebre: Samhain, Somain, Somhuin. Per i Celti, che erano un popolo dedito all’ agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza segnalava la fine dei raccolti e l’inizio della pausa invernale; assumeva un’ importanza particolare, in quanto la vita cambiava radicalmente: i greggi venivano riportati giù dai verdi pascoli estivi e le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali, passando il tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre credevano si operasse lo scambio tra mondo soprannaturale e terreno. Le leggende narrano che la notte di Samhain le Fate erano salite a fare alcuni “scherzetti” agli uomini portandoli a perdersi nelle “colline delle Fate”, dove rimanevano per sempre. I Celti, quindi, per guadagnarsi il favore delle Fate, offrivano loro del cibo o latte che veniva lasciato sui gradini delle loro case; da qui l’ origine del detto “trick or treat”. Un'altra spiegazione fa risalire la formula “dolcetto o scherzetto” ai tempi dei primi cristiani i quali, in cammino da un villaggio all’ altro, elemosinavano un pezzo di dolce dell’ anima, che altro non era se non un pezzo di pane. Piu’ “dolci dell’ anima” una persona riceveva, piu’ preghiere questa persona prometteva di recitare per i defunti della famiglia che aveva donato il pane. Ancora oggi nei paesi anglo-sassoni, nella notte di Hallowen, i bambini, travestiti con maschere e costumi “mostruosi e terrificanti”, vanno di casa in casa, chiedendo dolcetti o qualche moneta. Se non ricevono niente, possono giocare un brutto scherzo ai proprietari di quella casa, come svuotare la pattumiera nel giardino o attaccare lattine vuote al tubo di scappamento dell’auto. Quando, durante il primo secolo, i Romani invasero la Bretagna, vennero a contatto con queste celebrazioni. Essi, intorno al 1 novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività venivano offerti frutti (soprattutto mele) alle divinità, per propiziare la fertilità futura. Con il passare dei secoli, il culto di Samhain e di Pomona si unificarono, e l’ usanza dei sacrifici fu abbandonata, mentre l’ usanza di mascherarsi da fantasmi e da streghe divenne parte del cerimoniale.
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