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QUANDO
L’APPETITO VIEN SOGNANDO La fiaba
trova terreno fertile proprio negli anni di grandi rivolgimenti sociali,
ma soprattutto di grandi carestie, quindi di diffusa fame che affligge
tutti con poche eccezioni. In questo contesto il bisogno primordiale, il
mangiare appunto, diventa un sogno quasi proibito che si concretizza
nella fiaba. In tutte le fiabe c’è sempre la presenza insistente del
cibo, magari figurato (il lupo che mangia la nonna, l’orco che mangia
i fratellini), ma più spesso ben dettagliato nei componenti. Le classi
più povere antepongono il mangiare a qualunque altro desiderio, tanto
da farlo diventare racconto, poi sogno quasi credibile, infine
intramontabile componente della cultura popolare più genuina. Nelle
fiabe i castelli sono di zucchero, le case di pandolce, dalle cascate
esce miele, le strade sono coperte di cioccolato; compaiono poi
frittelle, torte, minestre, verdure, arrosti, ecc. Le ricette che si
richiamano alle favole, sono anch’esse inventate, anzi appena
accennate, perché ormai patrimonio di tutti da un paio di secoli. Ad
esempio, nella fiaba di H.C.Andersen “Il Folletto Del Droghiere”, si
trova una ricetta di riso col latte.
Il
folletto del droghiere
“Si trovava
nel freddo corridoio anche quando il vento autunnale soffiava dalle
botole del soffitto e portava un freddo terribile, ma il piccolo
folletto lo notava solo quando si spegneva la luce della mansarda e la
melodia si perdeva nel vento. UH! Allora rabbrividiva e se ne ritornava
nel suo angolino tiepido; era così comodo e piacevole! Quando poi
ricevette il suo riso al latte di Natale con un bel pezzo di burro,
allora il droghiere ridivenne il suo compare!”
Riso col latte
Era
la minestra della nonna, popolare in campagna, quando il latte era
spesso l’unico alimento per i giovanissimi e gli anziani. Considerata
buona in tempi di fame, è adesso fuori moda, eppure gradevole, sana,
semplicissima. Ingredienti:
riso, latte, sale, burro. Si
mette subito il riso nel latte freddo e salato, quando è quasi in
ebollizione si mescola e si aggiunge altro latte (caldo), tenendo così
morbido il riso in pentola. La minestra è pronta in meno di mezz’ora.
Prima di versarla nel piatto si può ammorbidirla con qualche fiocco di
burro. |