LA
STORIA DEL PALIO DEL GOLFO
ORIGINE
DEL NOME
La parola Palio deriva dal latino “Pallium” che significa drappo di forma rettangolare. Nel medioevo si tenevano gare e tornei in molte città italiane in onore della Madonna o del Santo patrono locale. Il premio era un palio di stoffa costosa che i vincitori spesso offrivano alla Madonna o rimettevano in gara l’anno successivo. Col passare del tempo anche la corsa stessa venne chiamata Palio. Le gare cavalleresche , le corse di cavalli , e le disfide remiere erano molto popolari in Italia nei secoli passati. Si facevano giochi pubblici e spettacoli in varie città.
LA
NOSTRA GARA E LA NOSTRA FESTA Alla Spezia il Palio vero e proprio è nato in questo secolo ed è una disfida remiera . Deriva dal fatto che le barche dei pescatori facevano a gara per arrivare primi in porto e vendere il pescato. Più tardi si trasformò in una sfida tra costruttori di imbarcazioni. Esso attualmente viene disputato da tredici imbarcazioni , in passato erano meno, su un percorso di duemila metri con tre giri di boa. Il palio del golfo è tutto qui ; ma l’entusiasmo che lo accompagna è enorme. Infatti per questo motivo nella prima domenica di agosto, migliaia e migliaia di persone si danno appuntamento sotto il sole sulla passeggiata Morin . Già nel 1938 i giornali riportavano che oltre 20.000 persone presenziavano la manifestazione , tanto che negli anni ‘50 veniva chiamata “La Festa dei Centomila” .Il Palio era stato istituito nel 1925 ed inserito all’interno della “Festa del mare” :una gara remiera in mezzo a gare di vela e di nuoto. Sessantaquattro anni dopo, la prima domenica di agosto si chiama “Festa del mare”, in realtà il nome più appropriato sarebbe “Palio del Golfo” . Il Palio affonda le sue radici nella cultura marinara della gente del golfo ed è per questo che continua a richiamare una grande folla . Nei secondi che precedono il via alla Morin , nonostante appunto la presenza di questa grande folla, il silenzio è assoluto e si possono addirittura sentir “volare le mosche” , tanta è l’attenzione e la tensione sia del pubblico sia dei partecipanti alla gara. Il colpo di pistola fa esplodere l’incitamento. Da quel rumore chi è in testa attinge la forza per non mollare e chi è dietro lo sprone a serrare. Undici minuti e mezzo di voga : un sogno che dura settecento secondi che racchiudono in se’ mesi e mesi di allenamento . Il successo del Palio è rimasto quello che era alle sue origini : identici gli scafi, è variato, nel tempo, solo la lunghezza del percorso. Si è partiti con 1500 metri e poi si è saliti a 2800 metri, per stabilizzarsi dal 1953, ai 2000 attuali. Non ci sono ingaggi , non c’è mercato dei vogatori e per i vincitori c’è oggi quello che c’era ieri : “un bravo” e il ricordo indelebile di una vittoria.
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