GARIBALDI
LIBERATORE D’AMERICA
Arrigo Petacco (noto storico) ci dice che non sa se
è una gran scoperta, ma ha trovato la conferma di un episodio che gli
storici americani hanno sempre negato.Durante la guerra di secessione
(1861-1865) Lincoln, il presidente americano, propose a Garibaldi di
istruire l’esercito nordista. La prova è contenuta in un biglietto
autografo dell’eroe dei due mondi, riemerso dalle carte segrete dei
Savoia. L’eroe chiede a Vittorio Emanuele II, un parere e lui risponde
che deve agire secondo la coscienza. Ora vediamo insieme cosa succede
dopo questo scambio di lettere. Al termine della spedizione dei mille e
la consegna dei territori conquistati, offerti al re Garibaldi si mise
in movimento per concludere l’unificazione d’Italia. Torino, però, non si arrese, il governo Sabaudo
aveva inviato bersaglieri per fermare la missione di Garibaldi. Lo
scontro fu ad Aspromonte e molti uomini persero la vita. Garibaldi venne
ferito ad una gamba e portato prigioniero al Varignano (vedi Garibaldi e
il nostro golfo) dove fu raggiunto dall’appello di Lincoln. Intanto
era scoppiata la guerra di secessione, l’esercito nordista, nonostante
i suoi mezzi moderni perdeva guerre su guerre perché non aveva un buon
comandante, l’idea d’inserire Garibaldi nell’esercito, era stata
proposta dall’ambasciatore Marsh, che si recò nel golfo spezzino per
visitare Garibaldi.Da molti anni esisteva a LE GRAZIE una base militare
americana fornita di una squadra navale, che aveva il compito di
proteggere i traffici marittimi dai pirati del Nordafrica. Marsh sapeva
che il governo piemontese sarebbe stato contento di togliersi di mezzo
Garibaldi. L’eroe pose una sola condizione: il presidente americano
deve annunciare ufficialmente che gli schiavi siano liberati. Lincoln
non accettò perché non voleva rischiare di mettere in crisi
l’economia. Per questioni di salute Garibaldi si ritirò a Caprera.
L’anno successivo la guerra si fece più dura e Lincoln richiamò
Garibaldi dicendo che avrebbe esaudito la sua proposta; lui non accettò.
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