L'habitat di un sentiero |
Uscita Fabiano - S. Rocco (Coregna) 7 novembre 2007 lavoro di continuità con Scuola Secondaria Fabiano classi V Marola - I Fabiano |
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La macchia mediterranea |
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I PINI I pini costituiscono il più vasto fra tutti i generi dell'ordine delle conifere e sono diffusi, con oltre 90 specie, in tutto l'emisfero settentrionale. In Europa, i pini si incontrano negli ambienti più disparati: il pino marittimo e il pino di Aleppo vicino al mare, il pino silvestre in collina e in mezza montagna, mentre a quote via via più elevate si incontrano il pino nero, il pino mugo e il cembro, che raggiunge l'estremo limite della vegetazione arborea. Benché ci siano differenze notevoli da specie a specie, i pini presentano caratteristiche comuni che li rendono inconfondibili. Sono piante sempre verdi, hanno foglie fatte ad ago e gli aghi, sui rami, non sono mai isolati ma riuniti in fascette di 2, o di 3 o di 5. Il legno e le foglie di qualsiasi specie di pino sono ricchi di sostanze resinose che conferiscono alle piante un caratteristico e piacevole profumo ma, nello stesso tempo, le rendono molto infiammabili (basta pensare che dalla resina di pino si ricavano la trementina e l'acquaragia, sostanze estremamente infiammabili). Le piante di pino hanno avuto grande fama fin da antichità classiche e sono state celebrate dai grandi poeti latini Ovidio e Virgilio. Per la mitologia greca, questi boschi erano sacri a Pan, il dio dei boschi, che veniva raffigurato con le zampe e le corna di un caprone. IL PINO MARITTIMO E' un elegante albero scuro con aghi coriacei, rigidi e pungenti, raccolti in gruppi di due, di colore verde scuro, lunghi 10-15 cm. I rametti e le gemme sono glabre di colore bruno pallido, che diventano bruno-rossiccio. Le gemme non sono resinose. E' una specie originaria del bacino mediterraneo occidentale, mentre nel bacino adriatico è stata diffusa artificialmente nei rimboschimenti. E' naturalizzato anche sulle coste atlantiche. Viene largamente piantato sui terreni poveri e aridi e sulle dune sabbiose come riparo, per la conservazione del suolo o per il legname. E' una specie che resiste bene ai venti marini e, a differenza del pino domestico, risale i rilievi volti verso il mare fino a 1500 m di altitudine. l'OLIVO: UNA PIANTA PREZIOSA Perché l'olivo è stato tanto apprezzato dall'uomo fin dai tempi più antichi? Soprattutto per i suoi frutti, le olive, e per l'olio che da esse può essere estratto per spremitura. Ancora oggi la raccolta delle olive viene fatta in gran parte a mano: staccando i frutti dal ramo (la brucatura) o scuotendo la pianta con bastoni per far cadere le olive mature su teloni stesi sotto di esse (la bacchiatura). La raccolta a mano è dispendiosa e ciò incide sul costo del prodotto. Le olive vengono raccolte in autunno o in primo inverno, secondo la qualità e l'uso che si vuole fare dei frutti. Le olive da tavola vengono raccolte verdi, cioè immature, oppure quando sono di colore giallo o rosso. Un trattamento con soda toglie loro il sapore amaro. E' necessario inoltre che vengano tenute da uno a sei mesi in salamoia (acqua e sale), prima di essere pronte al consumo. Le varietà di olive da tavola hanno polpa abbondante e scarso contenuto di olio. Le varietà di olive da spremitura hanno invece la polpa ricca di olio. Esse vengono lasciate maturare completamente sull'albero. A metà inverno le olive sono nere e contengono dal 20 al 30% di olio. La prima spremitura delle olive dà l'olio di qualità migliore. La parte solida residua, detta “sansa”, viene di nuovo lavorata per estrarre altro olio di qualità inferiore. L'olio di oliva è uno dei condimenti più diffusi al mondo. UNA STORIA ANTICHISSIMA: L' ulivo, o olivo, è il più noto rappresentante della famiglia delle Oleacee. La sua antica origine è asiatica. Dall'Asia minore, esso si diffuse via via in tutti i paesi del Mediterraneo. L'olivo era coltivato sull'isola di Creta già nel 3500 a.C. e in Egitto era coltivato diffusamente nel 2300 a.C. Gli egiziani ponevano rami di olivo nelle tombe. I greci usavano incoronare con fronde d'olivo i vincitori dei giochi olimpici. I romani impiegavano corone di olivo per celebrare i cittadini meritevoli; per gli eroi maggiori preferivano le corone di alloro. Durante la loro espansione piantarono oliveti in Spagna, in Algeria e in Tunisia, favorendo così la diffusione della pianta in tutto il bacino del Mediterraneo. UNA PIANTA.....CHE SA INVECCHIARE.... L'olivo è una pianta sempreverde dalla larga chioma, che può raggiungere i dieci metri di altezza. Cresce lentamente e può arrivare ad una considerevole età: sicuramente più di 400 anni! L'olivo fiorisce in primavera e, per l'impollinazione, non dipende dagli insetti ma dal vento. Le foglie hanno margini lisci e sono superiormente di colore verde grigio lucido e inferiormente argentee per la presenza di numerosi peli che le proteggono da un'eccessiva traspirazione. Il tronco è massiccio e quasi sempre contorto, con una corteccia liscia negli esemplari giovani e abbondantemente screpolata in quegli vecchi. Il legno è giallo-bruno, durissimo. I fiori, piccoli e con quattro corti petali bianchi, posseggono un pistillo e due grandi stami ciascuno. Sono disposti in infiorescenze a grappolo. I frutti, cioè le olive, posseggono un nocciolo durissimo. La polpa è verde quando il frutto è acerbo e diventa rosso violacea o nera a maturità: le olive verdi e le olive nere che mangiamo, quindi, non corrispondono a due varietà diverse di pianta, ma a due diversi stadi di maturazione del frutto. LE QUERCE: UNA FAMIGLIA DI GIGANTI Ci sono molte specie di querce. Si tratta di un albero che può raggiungere dimensioni considerevoli. L'età massima a cui può arrivare è di 1000 anni. L'altezza di una vecchia quercia può raggiungere i 45 m, con un diametro del tronco anche di 7. Il castagno può avere un tronco ancor più massiccio, con un diametro, alla base, anche di 20 m, e questo è il massimo diametro conosciuto in un albero europeo. Le foglie sono lobate. Si tratta di foglie caduche, che cadono cioè in autunno, per riformarsi nuovamente nella primavera successiva. La forma delle foglie nelle querce può variare a seconda della specie; inoltre vi sono querce (come il leccio e la sughera) dotate di foglie persistenti: queste querce sono tra le specie più rappresentative della cosiddetta “macchia mediterranea”. I fiori della quercia sono monoici, ilo che significa che gli elementi maschili (stami) e quelli femminili (pistilli) sono portati da fiori differenti, che però si formano sulla medesima pianta. Il polline è affidato al vento. I FRUTTI Il tipico frutto della quercia è la ghianda, un frutto secco. Esso resta attaccato alla pianta sino a maturazione. QUERCE SEMPREVERDI Vivono principalmente nella regione mediterranea, e crescono spontaneamente dove il clima è particolarmente mite, condizione che permette alle loro foglie di svolgere la fotosintesi anche durante l 'inverno. Le specie più note sono due: il leccio e la sughera IL CASTAGNO Sembra che quando gli Etruschi colonizzarono l' Italia centrale portarono con sé anche il castagno. Sebbene oggi i suoi frutti non facciano parte della dieta di tutti i giorni, non dobbiamo dimenticare che in passato, per secoli, costituirono per molte popolazioni montane il nutrimento base, soprattutto d' inverno.
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