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AGRICOLTURA COMMERCIALE
Caratteristica
di questa agricoltura è l'uso di macchinari, che riducono il bisogno di
manodopera. In essa si sono consolidati dei rapporti con il settore
terziario (trasporto e vendita) e con il settore secondario (industrie
meccaniche e chimiche). A causa dei costi produttivi molto alti, le aziende più piccole tendono a scomparire e quelle più grandi a specializzarsi in determinate colture. In
Europa l'agricoltura di mercato è nata dopo la rivoluzione industriale,
si è poi diffusa nel Nord America, in Sud Africa e in Australia, dove
gli agricoltori hanno trovato spazi molto vasti, adatti a coltivare
prodotti tipici delle regioni temperate (cereali e ortaggi). Un
tipo di agricoltura commerciale è costituito dalle piantagioni: aziende
molto vaste, con tre-quattrocento ettari di terreno, dove vengono
impiegate sia tecnologie avanzate, sia la manodopera locale pagata con
bassi salari. Le
prime piantagioni furono costituite nelle colonie dai paesi europei, che
utilizzavano schiavi o manodopera locale a basso costo. Dopo
la fine del colonialismo Africa, Asia e America del Sud hanno mantenuto
tale forma di conduzione agricola, diventando grossi esportatori di
prodotti agricoli di piantagione. Tuttavia le piantagioni sono in mano a
grosse multinazionali, che controllano tutto il ciclo produttivo, dalla
coltivazione alla vendita dei prodotti, e che reinvestono non per
migliorare la qualità della vita della popolazione locale, ma in
settori per loro più vantaggiosi. L'agricoltura
di mercato ha una grande produttività e garantisce alti guadagni, ma
presenta anche dei problemi. L'uso
dei prodotti chimici, protratto per lungo tempo, può produrre danni, il
suolo che viene sfruttato in modo intensivo diventa sterile,la
diffusione della monocoltura e l'uso di antiparassitari fanno diventare
le piante meno resistenti alle malattie. Le
sostanze chimiche producono inquinamento, ma esso è anche determinato
dal consumo di energia usata per accendere le macchine agricole. Un
altro inconveniente può essere che il prezzo di un
prodotto, in abbondanza sul mercato, diminuisce e quindi i
guadagni dell'agricoltura si riducono. |