LA POLITICA AGRARIA DELLA UE Finalità
della politica agricola comunitaria (PAC) sono lo sviluppo e la
razionalizzazione della produzione attraverso l'innovazione
dei modi di conduzione e l'unificazione del mercato. Per
raggiungere questi scopi, la UE ha sempre dato contributi agli
agricoltori ed ha imposto dazi doganali alle importazioni extraeuropee
per aumentarne il prezzo finale e scoraggiarne l'acquisto. Inoltre,
in caso di produzione troppo abbondante, acquista le eccedenze
a prezzi convenzionati, in
modo che i prezzi del mercato non scendano proprio a causa
dell'eccessiva offerta di un prodotto. Alcune
volte le eccedenze vengono rivendute in altri continenti, altre vengono
distribuite fuori dal mercato normale (regalate a chi comunque non le
comprerebbe), in altri casi ancora vengono distrutte. Perché le
sovrapproduzioni non crescano a dismisura ( i produttori, sicuri che le
eccedenze vengono comprate, non si pongono limiti) la UE dà premi in
denaro a coloro che rinunciano a coltivare (terreni incolti a rotazione)
o riducono le mandrie di ovini e bovini abbattendo dei capi. Vengono
inoltre stabilite le quote
massime di produzione che ciascun paese può raggiungere (es nel latte)
e infligge multe a chi produce in eccesso. Ultimamente
la UE ha modificato la propria politica agricola ed ha definito i
seguenti obiettivi: 1)
ridurre gli aiuti indiscriminati, conservandoli solo per le
regioni più disagiate; 2)
eliminare progressivamente i dazi alle importazioni e gli aiuti
alle esportazioni. |