Cos'è la Fame   Le conseguenze: malattie da denutrizione   Malattie da malnutrizione

 

CHE COSA E’ LA FAME?

Circa 24000 persone muoiono ogni giorno per fame o a cause ad essa correlate. Tre quarti dei decessi interessano bambini al di sotto dei 5 anni di età. Oggi, si calcola che nel mondo, più di un miliardo e trecento milioni di persone abbia una alimentazione insufficiente.
Il numero di affamati è venti volte maggiore nei paesi in via di sviluppo, Africa in testa, rispetto ai paesi industrializzati.

PERCHÈ?
La risposta più semplice potrebbe essere: perché manca il cibo.

Ma non è così: la causa primaria della fame nel mondo sta
nell'impossibilità per i più poveri di acquistare gli alimenti prodotti.

POVERTA': potrebbe essere questa la parola chiave.


Carestie e guerre causano solo il 10% dei decessi per fame, la maggior parte è causata dalla malnutrizione cronica.
In media, ciascun abitante del Terzo mondo ha una dieta costituita per il 61% da cereali (riso, frumento, segale, orzo), gli altri  alimenti come la carne, sono consumati in minima parte.
La prevalenza di un solo alimento-base nell’alimentazione dà luogo a diete prive di tutti quei valori nutritivi necessari per una vita sana.
In media, ciascun abitante del Terzo mondo ha una dieta costituita per il 61% da cereali (riso, frumento, segale, orzo), gli altri  alimenti come la carne, sono consumati in minima parte.
La prevalenza di un solo alimento-base nell’alimentazione dà luogo a diete prive di tutti quei valori nutritivi necessari per una vita sana.

Per non parlare del problema sete.

Gli ultimi dati:

  • Africa: il 75% della popolazione rurale non ha acqua potabile;
  • America latina: il 77%;
  • Estremo Oriente: il70%.

In valori assoluti, sono più di 600 milioni le persone al mondo prive di acqua potabile.

 

LE CONSEGUENZE (Malattie da denutrizione)

... povertà, denutrizione, malattia ...La denutrizione causa, oltre alla morte, dimagrimento, apatia, debolezza muscolare, depressione del sistema nervoso, minor resistenza alla malattia, invecchiamento precoce, indebolimento della vista.
Queste conseguenze si manifestano soprattutto nei bambini (la cui mortalità nel terzo mondo è altissima): ventre gonfio, magrezza, avvizzimento della pelle, apatie ecc…
Le malattie parassitarie e infettive colpiscono soprattutto i bambini, non solo a causa della denutrizione, ma anche per le precarie condizioni igieniche provocate da mancanza di acqua.

Nei paesi del Terzo mondo, la maggioranza dei giovani soffre di anemie provocate da un insufficienza di ferro nell’alimentazione; questo espone a malattie infettive, frena lo sviluppo fisico e la capacità di apprendimento.

Tutte le vitamine presenti negli alimenti sono indispensabili, la loro carenza provoca gravi conseguenze, soprattutto nei bambini.

  • La carenza di vitamina A causa anche la cecità nei bambini. Questa vitamina serve anche per la pelle, per la crescita, per combattere le infezioni.
  • La carenza di vitamina D, indispensabile per i denti e le ossa, provoca il rachitismo, che colpisce i bambini.
  • La vitamina E, contenuta negli oli vegetali, nel grano integrale, nel burro, nelle uova e nella margarina, influisce sul processo riproduttivo.
  • La vitamina K, contenuta negli spinaci, nei cavolfiori, nel pomodoro e nel fegato,  favorisce la coagulazione del sangue.
  • La vitamina B1 serve per la crescita e il funzionamento del sistema nervoso. E’ contenuta nel lievito, nei cereali, nelle carni, nel latte, nelle uova e nel fegato.
  • La vitamina B2 è contenuta nel latte, nel formaggio, nelle uova, nella carne,nel lievito e negli spinaci e serve per la crescita e per il funzionamento delle cellule.
  • La vitamina B12 serve per la crescita e per la formazione dei globuli rossi del sangue, è contenuta nelle uova, nel latte, nel fegato e nella carne.
  • La vitamina C serve per il funzionamento delle cellule e per combattere le infezioni;è contenuta negli agrumi, nelle patate, nei pomodori nei cavoli e nelle fragole.
  • La vitamina PP serve per la crescita, per la pelle, per il sistema nervoso e per il funzionamento delle cellule, ed è contenuta nel lievito, nel frumento, nel fegato e nella carne.


CHE COSA SI PUO' FARE?

Per sconfiggere la fame non basta mandare cibo, vestiti, creare ospedali, ma bisogna insegnare ai paesi del terzo mondo a lavorare con macchine più sofisticate.

Oggi le principali associazioni hanno dato soluzioni molto valide:

  • aiuti mirati a migliorare i metodi di coltivazione con canali di irrigazione, mezzi tecnologicamente avanzati e terreni coltivabili levando la proprietà delle piantagioni alle multinazionali;
  • impiegare il denaro ricavato dal disarmo dei paesi ricchi per costruire industrie, comprare mezzi agricoli ecc.;
  • minor consumo delle risorse alimentari da parte dei paesi ricchi per sfamare i paesi poveri
  • ricerca di nuove risorse alimentari: gli scienziati hanno scoperto un nuovo metodo per modificare i geni dei vegetali  creando alimenti biologicamente modificati;
  • sanare i debiti dei paesi del terzo mondo;
  • nazionalizzare miniere, terreni coltivabili e installare un prezzo di esportazione comune tra tutti i paesi poveri;
  • fare campagne demografiche per diminuire la natalità.

Per fare la maggior parte di queste cose, occorre istruire la popolazione insediando scuole e università.

 

MALATTIE DA MALNUTRIZIONE

Abitudini alimentari errate

Alcune ricerche effettua-te dal Worldwatch Insti-
tute rivelano che il nume-
ro globale di individui denutriti è lentamente calato a partire dal 1980 fino al miliardo e duecen-
tomila.
Il numero dei sovranutriti invece è salito alla stes-
sa cifra; sia le persone in sovrappeso che quelle sotto peso soffrono di malnutrizione, cioè di di sordini della nutrizione.

Una deficienza o un eccesso di elementi nutritivi nel fabbisogno alimentare necessario per condurre una vita in salute, cioè un’iponutrizione o un’ipernutrizione possono essere di grado lieve o grave, avere durata variabile ed effetti reversibili o irreversibili.

La denutrizione, come l’eccessiva alimentazione, inducono alti livelli di malattia e di invalidità, accorciano l’aspettativa della vita e riducono la capacità riproduttiva, soprattutto per chi vive nei paesi in via di sviluppo; più della metà delle principali malattie nel mondo è attribuita alla fame, alla deficienza di vitamine e sali minerali o alla sovranutrizione.

I danni provocati dalla malnutrizione sono diversi: più terribili quelli da iponutrizione, che, a seconda delle possibili carenze specifiche, può essere proteica, glicidica, lipidica, calorica, vitaminica e rende i bambini più vulnerabili a infezioni e malattie che spesso conducono a patologie mentali e psichiche anche permanenti o alla morte.

Mangiare troppo e male invece ha ripercussioni nella vita adulta con effetti anche cronici come nel diabete o nelle diverse cardiopatie.

Negli ultimi decenni la popolazione in sovrappeso si è rapidamente accresciuta: negli Stati Uniti, per esempio, il 55% degli adulti è sovrappeso ed il 23% è da considerarsi obeso. Fra i bambini americani 1 su 5 è sovrappeso.
L’obesità è costata agli Stati Uniti, alla fine degli anni ’90 il 12% della spesa sanitaria nazionale (circa 118 miliardi di dollari).
Sorprendentemente, sovrappeso e obesità stanno avanzando velocemente anche nel mondo in via di sviluppo poiché mentre ancora si crede che la fame derivi dalla scarsità di cibo, sono invece la distribuzione iniqua delle risorse e le discriminazioni che impediscono agli affamati di procurarsi il minimo di cui hanno bisogno, infatti circa l’80 % dei bambini affamati vive in paesi che in realtà hanno un surplus di cibo.
Purtroppo molti governi non pensano sia prioritario il problema della nutrizione e poco si adoperano per migliorare l’educazione femminile, le condizioni ambientali e l’accesso alle cure sanitarie, punti fondamentali per ridurre la denutrizione dei bambini.
Nei Paesi dove il problema è la sovralimentazione si dovrebbe investire in campagne di educazione alimentare ed evitare così di spendere miliardi per combattere gli effetti nocivi del sovrappeso e dell’obesità.
L’obesità è responsabile di  diabete,  calcolosi biliare, malattie cardiovascolari; il sovrappeso è un fattore di rischio per l’ artrosi, per l’apnea notturna ed altri problemi respiratori. Esiste, anche se in modo minore, una correlazione tra sovrappeso ed alcuni tumori: dell’utero, della prostata e del colon.
L’obesità conduce al diabete perché il pancreas aumenta sempre più la produzione di insulina per far fronte al peggiorare del metabolismo dello zucchero, ma con il tempo questo porta all'esaurimento delle cellule del pancreas che producono l'ormone e al diabete.
La prima connessione tra obesità e malattie cardiache è lo stress che il sistema cardiovascolare subisce a causa del peso, poiché qualsiasi attività fisica richiede uno sforzo superiore. Altri fattori di rischio legati all’obesità sono: l’ipertensione, cioè l’ aumento della pressione arteriosa, nell’obeso si ha infatti ritenzione di acqua e sodio nel rene, che porta all’aumento di questi due elementi in tutto il corpo e all’aumento di volume del sangue circolante, per cui il cuore ad ogni contrazione spinge nei vasi una quantità maggiore di sangue. Inoltre si innalza il livello di alcuni ormoni che causano la contrazione dei vasi periferici, ostacolando il deflusso del sangue. I due fenomeni insieme provocano l’ aumento della pressione arteriosa.
L’obesità provoca anche un aumento della quantità dei lipidi nel sangue che può causare aterosclerosi e infarto, si tratta non solo di colesterolo "cattivo", ma anche e soprattutto dei trigliceridi che sono l’espressione diretta della quantità di grassi assunta con l’alimentazione.

Anche se non sono ancora chiari tutti i meccanismi, esiste un rapporto tra alimentazione errata, obesità ed alcuni tumori del colon, del retto e dell’utero; ultimamente è stata messa in evidenza anche una relazione tra obesità e carcinoma della mammella.

Cosa non deve mancare nella nostra dietaSi sa che l’80% dei tumori oggi conosciuti dipende da fattori ambientali, al primo posto c’è l’uso del tabacco, al secondo l’alimentazione. Perché la dieta sia equilibra-
ta è necessario variare l’alimentazione, facendo in modo che non manchino mai cibi di ciascuno dei sette gruppi in cui vengono suddivisi gli alimenti.

La dieta corretta ed equilibrata E’ importante mangiare una quantità di cibo che sazi, ma senza esagerare, non far mancare proteine animali  nei periodi di crescita, ma fare anche largo uso di proteine di origine vegetale; è bene ridurre il consumo della carne da adulti e limitare i cibi ricchi di  acidi grassi saturi che, a lungo andare vanno a depositarsi sulle pareti interne delle arterie con possibili danni al cuore e al cervello.
Anche una dieta troppo ricca di carboidrati non è consigliabile perché l’organismo trasforma i carboidrati in eccesso in lipidi. E’ importante consumare molta frutta e ortaggi per il loro contenuto di vitamine e sali minerali, ma anche di fibre che favoriscono l’eliminazione delle feci.

Tra le malattie da disordini nutrizionali sono da menzionare anche due malattie nervose, opposte ma ugualmente temibili: l’anoressia e la bulimia.

L’anoressia è molto più comune nelle femmine che nei maschi e si manifesta nell’adolescenza, fra i 14 e i 17 anni, con il rifiuto sistematico del cibo o di alcuni cibi considerati troppo ricchi di calorie e quindi ingrassanti. Chi è colpito da tale malattia riesce ad autocontrollare la propria alimentazione per la paura di ingrassare, anche se è sottopeso. Le ragazze in genere aumentano l’attività fisica, diventano irrequiete, irritabili e si isolano dalle amicizie; il ciclo mestruale scompare, si manifestano sintomi di depressione, insonnia, difficoltà di concentrazione.

Al contrario dell’anoressia, la bulimia difficilmente compare prima dei 18 anni, in adolescenti, anche in questo caso prevalentemente femmine, che hanno paura di perdere il controllo sull’alimentazione, di non essere più in grado di smettere di mangiare volontariamente. Si continua a mangiare senza fermarsi fino ai sensi di colpa che portano al vomito autoindotto, all’abuso di lassativi, a periodi di dieta rigida. Spesso la bulimia passa inosservata perché sia gli eccessi alimentari che le reazioni conseguenti sono consumati segretamente, inoltre solo in pochi casi si verificano stati di magrezza o di obesità.

I problemi psicologici che stanno alla base di queste malattie sono vari e quindi difficili da generalizzare, spesso tuttavia, difficoltà affettive, isolamento, scarsa stima di sé possono determinare il rischio di passare da una dieta rigida ad un vero e proprio disturbo clinico.
Gli adolescenti colpiti da anoressia o bulimia difficilmente si rendono conto della portata psichica dei loro comportamenti, che sono giustificati con una motivazione per loro plausibile: la paura di ingrassare.

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