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L'ACQUA DELLA FONTE Tanto tempo fa, sulle
montagne di Riomaggiore, c’era la fonte di “Giandran”, lì viveva
una fata insieme a tutti i suoi adorati abitanti. Lei si chiamava
Acqualina, aveva la pelle pura e luminosa perché beveva l’acqua
magica che proveniva dalla sorgente, aveva capelli lisci color oro,
occhi celesti che splendevano al sole, labbra carnose. Si vestiva
elegantemente con un velo azzurro come il cielo con sfumature bianche
che sembravano nuvole, inoltre indossava scarpe bianche come la schiuma
dell’acqua quando si infrange contro gli scogli. La sorgente si
trovava sopra la montagna più alta del paese ed era nascosta da una
roccia enorme, così per riuscire a bere quell’acqua, si doveva
pronunciare una parola magica: “aches acquosa…”. La
mattina seguente la fata, per tenere il suo corpo puro e bello, andò a
bere l’acqua della sua magica fonte. Appena arrivò alla montagna più
alta, vide i due guardiani russare e sonnecchiare tranquillamente,
quindi si insospettì e andò subito a controllare la sorgente.
L’acqua però era limpida come sempre, quindi Acqualina si calmò e
cominciò a berla. Subito il maleficio ebbe effetto, la fata si sentì
più vecchia e meno in salute, anche la sua pelle divenne rugosa. A
questo punto la fata della sorgente volle analizzare un campioncino
d’acqua per vedere cosa fosse successo così si recò nel suo
laboratorio. Con il microscopio Acquolina scoprì che nell’acqua
c’erano germi e batteri che causavano l’invecchiamento delle
persone. Con altre analisi la fata riuscì anche a capire che i germi
provenivano dalla sorgente dei Seragnatti e, probabilmente, erano stati
portati lì dalla strega Morigan.La fata, disperata di non conoscere
nessun incantesimo che annullasse quello di Morigan, avvertì tutti gli
abitanti del paese di quanto era accaduto. Mentre tutti piangevano
disperati, dall’altra parte della collina, spuntò un principe a
cavallo di un nobile tricheco, grasso e molto lento, con denti lunghi e
affilati. Appena il principe arrivò alla sorgente dove erano riuniti
tutti, sfoderò la sua misteriosa spada magica e la immerse
nell’acqua, poi pronunciò una formula magica: “Residui puzzolenti,
andate via coi venti”. |