L'ACQUA DELLA FONTE

Tanto tempo fa, sulle montagne di Riomaggiore, c’era la fonte di “Giandran”, lì viveva una fata insieme a tutti i suoi adorati abitanti. Lei si chiamava Acqualina, aveva la pelle pura e luminosa perché beveva l’acqua magica che proveniva dalla sorgente, aveva capelli lisci color oro, occhi celesti che splendevano al sole, labbra carnose. Si vestiva elegantemente con un velo azzurro come il cielo con sfumature bianche che sembravano nuvole, inoltre indossava scarpe bianche come la schiuma dell’acqua quando si infrange contro gli scogli. La sorgente si trovava sopra la montagna più alta del paese ed era nascosta da una roccia enorme, così per riuscire a bere quell’acqua, si doveva pronunciare una parola magica: “aches acquosa…”. Pronunciando quelle magiche parole, il masso che ricopriva la fonte, si spostava e la splendida, bellissima acqua della sorgente, sgorgava alla luce del sole. La sorgente era ricoperta da tantissime piante rampicanti che nascondevano la preziosa cavità della roccia da cui sgorgava l’acqua. Negli sperduti boschi di Monterosso si trovava una sorgente chiamata “Seragnatti”, era disgustosa ed era custodita da una malefica strega di nome Morigan. La sua pelle non era vellutata come quella della principessa, ma aveva rughe dappertutto perché l’acqua della sua sorgente era inquinata dagli in gradienti degli esperimenti fatti in precedenza dalle streghe antenate di Morigan. Lei aveva la carnagione rugosa, ruvida e con un neo sul naso. I suoi capelli sembravano tante ragnatele e le sue orecchie appuntite assomigliavano a quelle di un elfo. Morigan si vestiva con la pelliccia dei ragni pelosi e indossava un paio di scarpe bucate fatte con la pelle di biscia. Morigan era molto invidiosa di Acqualina perché la fata, bevendo l’acqua della sorgente dei Giandran, diventava ogni giorno più bella, mentre lei, bevendo quella dei Seragnatti , diventava sempre più brutta. Una notte, le guardie che sorvegliavano la sorgente della fata, si addormentarono a causa di una malefica magia del sonno formulata da Morigan che così riuscì ad arrivare alla fonte pura e qui, dopo un’altra perfida magia, la strga trasformò l’acqua: chi l’avqsse bevuta sarebbe diventato brutto e rugoso.

La mattina seguente la fata, per tenere il suo corpo puro e bello, andò a bere l’acqua della sua magica fonte. Appena arrivò alla montagna più alta, vide i due guardiani russare e sonnecchiare tranquillamente, quindi si insospettì e andò subito a controllare la sorgente. L’acqua però era limpida come sempre, quindi Acqualina si calmò e cominciò a berla. Subito il maleficio ebbe effetto, la fata si sentì più vecchia e meno in salute, anche la sua pelle divenne rugosa. A questo punto la fata della sorgente volle analizzare un campioncino d’acqua per vedere cosa fosse successo così si recò nel suo laboratorio. Con il microscopio Acquolina scoprì che nell’acqua c’erano germi e batteri che causavano l’invecchiamento delle persone. Con altre analisi la fata riuscì anche a capire che i germi provenivano dalla sorgente dei Seragnatti e, probabilmente, erano stati portati lì dalla strega Morigan.La fata, disperata di non conoscere nessun incantesimo che annullasse quello di Morigan, avvertì tutti gli abitanti del paese di quanto era accaduto. Mentre tutti piangevano disperati, dall’altra parte della collina, spuntò un principe a cavallo di un nobile tricheco, grasso e molto lento, con denti lunghi e affilati. Appena il principe arrivò alla sorgente dove erano riuniti tutti, sfoderò la sua misteriosa spada magica e la immerse nell’acqua, poi pronunciò una formula magica: “Residui puzzolenti, andate via coi venti”. Dopo pochi minuti le parole magiche fecero il loro dovere ed eliminarono germi e batteri dalla sorgente. Tutti i cittadini acclamarono il loro eroe e da allora, in quei luoghi, nessuna fonte potè più essere inquinata.

 

L'acqua