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LA COLTIVAZIONE DELLA CASTAGNA IN ITALIA
La produzione italiana di castagne all’inizio del secolo era di circa 6,5
milioni di quintali ma per le note vicende di abbandono della montagna
per gli attacchi parassitari è andata costantemente diminuendo. Inoltre
per la mancanza di cure culturali adeguate si è ridotta la
fruttificazione delle piante
restanti ad eccezione di zone particolari dove il castagno non è stato
abbandonato a se stesso, e l’incidenza della malattia è stata meno
marcata. La produzione nazionale che all’inizio degli anni 50 era
ancora superiore ai 3 milioni di quintali annui è scesa dopo il 1960 al
di sotto del milione di quintali. Questa tendenza è continuata fino al
1973 quando si sono toccati i 575 mila quintali.
Negli ultimi anni si
è notata una ripresa della cultura sia per la diminuita virulenza del
cancro corticale sia per un nuovo interessamento nei confronti dei
problemi montani.
Segno di questa ripresa per la valorizzazione
del settore castanico è ad esempio l’iniziativa sorta
sull’Appennino Tosco-Emilinao a Marrani, dove 7 cooperative hanno dato
vita al Consorzio del vero marrone italiano (CO.VE.MI.).
Il consorzio consiste in uno stabilimento per
la lavorazione e conservazione e raccoglie attualmente circa 5000
quintali annui di prodotto.
Questo fatto ha incoraggiato molti
agricoltori a ricostituire i vecchi castagneti e a realizzarne dei
nuovi.
Le regioni che hanno la maggior produzione di
castagne sono, nell’ordine, La Campania, la Calabria, la Toscana, Il
Piemonte e il Lazio.
E’ da notare che spesso il prodotto sotto
l’aspetto sanitario non è commerciabile, per questo motivo la
produzione vendibile è pari al 65-70% del totale.
Un tempo le castagne erano consumate per lo
più dai montanari per i quali esse erano un alimento fondamentale, oggi
invece la produzione nazionale è per
la maggior parte esportata, diretta a industrie dolciarie e destinata
a consumo diretto.
L’esportazione maggiore è diretta verso
gli stati uniti nonostante che il consumo della castagna sia limitato
alla ricorrenza del
Giorno del Ringraziamento.
In Italia esistono diverse varietà di
castagna: il Marrone fiorentino, il marrone di Avellino, il Marrone
piemontese ( rinomati soprattutto quelli delle vallate del
Cuneese e quelli della provincia di Torino); questo per riferirci
alla “ELITE” del castagno. Rimane ancora un ampio numero di castagne
che prendono nome diverso scendendo da Nord a Sud: le varie Gioviasca,
Salenga, Ruiana, Marrubia, Garrone e Pelosa del Piemonte.
Una menzione particolare va alla castagna
della Madonna coltivata in provincia di Cuneo, per il fatto che,a causa
delle sue precocità essa giunge per prima sui mercati come primizia.
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