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Da
tanto tempo, noi bambini della classe quarta e quinta aspettavamo
ansiosi di andare alla Palmaria, perché quest'anno, partecipando al
"Progetto Palmaria", dobbiamo osservare più attentamente il
territorio che ci circonda per approfondire le conoscenze.
Ma più volte abbiamo dovuto rimandare la partenza! Avevamo
già perso la speranza, quando, finalmente, siamo riusciti a raggiungere
l'isola.
Eccitati
e felici, a Porto Venere siamo saliti sul traghetto per il giro delle
isole: Palmaria, Tino e Tinetto.
Con noi c'era una naturalista, la mamma di Micol.Dal traghetto, la costa
ci appariva ora bassa, ora alta e rocciosa.La chiesa di San Pietro,
vista dal mare, sembrava sorretta dalle rocce alte e grigie.
Abbiamo visto la grotta di "Byron".
Dalla grotta si possono osservare le "Nere" e le
"Rosse", piccole insenature e spiagge frequentate dalle
persone che possiedono una barca.
Siamo
giunti subito dopo alla grotta "Azzurra".
Si chiama così perché quando il sole si leva sul cielo e le onde
sbattono contro lo scoglio, sulla pietra risalta un magnifico colore
azzurro.Le rocce cadono a picco sul mare e sono impressionanti e
paurose.
Più avanti ci siamo
ritrovati nella grotta del "Lupo", una caverna tagliata nella
roccia, dove il mare mosso produce uno strano rumore simile all'ululato
del lupo.Sopra questa grotta, in alto, sulla parete rocciosa si trova la
grotta dei "Colombi" luogo di grande interesse storico, dove
sono stati ritrovati i resti degli uomini primitivi. Tanti anni fa era
raggiungibile a piedi, ora non più, solo gli scalatori riescono ad
entrarvi.
In
lontananza ci appariva già la seconda isola dell'arcipelago spezzino,
il Tino, che anticamente era una base militare.
Sull'isola c'è ancora un grande faro che illumina di notte le
imbarcazioni che si avvicinano al porto.
Vi vivevano pochi frati, fra cui S. Venerio, protettore di tutti i
faristi e patrono della Spezia.
Anche
sul Tinetto vivevano i frati e ancora oggi si può osservare un piccolo
rudere di un'antica chiesetta.
Dal traghetto, continuando il giro, era possibile osservare un magnifico
esempio della macchia mediterranea.
Prima di arrivare al Terrizzo, dove siamo sbarcati, abbiamo visto la
Torre Scola, una vecchia base militare.
Il Terrizzo è la parte più abitata dell'isola; qui ci sono una
chiesetta gialla, un ristorante e alcune case.

La Palmaria è un ambiente protetto, fa parte del parco regionale delle "Cinque Terre" e chi vi arriva deve rispettare delle regole. La vegetazione è stupenda, spontanea e ricca di piante tipiche della macchia mediterranea. La loro varietà sembrava infinita e il profumo dell'una si mescolava a quello dell'altra, rendendo così gradevole il respiro.