Il carretto va in pensione
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Oggi è l'ultimo giorno che la signora Regina userà il suo carretto per vendere i pesci. Nuove leggi sanitarie, infatti, l' hanno costretta a comprare un furgoncino dotato di frigorifero per la vendita della sua merce. Noi abbiamo intervistato la signora che ci è sembrata un po' dispiaciuta di mandare in pensione il suo carrettino. Lo aveva comprato circa quindici anni fa per svolgere un mestiere che era stato prima di sua madre e prima ancora di sua nonna. |
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Un lavoro faticoso che inizia al mattino molto presto e si conclude quando quasi tutta la merce è stata venduta. Tutti i giorni, a parte il lunedì anche se piove o fa freddo, Regina si posiziona con il suo carrettino, di fronte alla Forza e Coraggio. Con il nuovo furgoncino il pesce rimarrà sempre fresco e protetto dagli insetti e la signora potrà lavorare più comodamente . Sarà sua sorella che imparerà a guidarlo. Il vecchio carretto sarà portato in un fondo e lì resterà. Il signor Ricci ci ha raccontato che una volta l'arrivo dei pescherecci alle Grazie era una festa. Tutti si precipitavano a fare acquisti e il pesce più venduto era quello meno pregiato perché costava meno, quello più costoso a volte rimaneva nei carretti. |
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Ai tempi di Ricci i pescherecci e i carretti che vendevano il pesce erano tre, il pesce veniva pesato con la stadera e le donne portavano da casa la carta per incartarlo oppure portavano un piatto. Vicino alla chiesa c'era un luogo dove i pescatori tingevano le reti con la corteggia di pino. Lungo le strade del paese venivano messe le reti per essere dipanate e riparate. I pescherecci a quei tempi non avevano il motore, ma andavano a vela. Le vele erano tutte colorate in modo diverso in modo che l'imbarcazione fosse riconoscibile anche da lontano. |