Partecipiamo al “progetto Palmaria” con lo scopo di approfondire le conoscenze del nostro territorio e spesso, per ricostruire la storia della nostra civiltà, ci rechiamo sul posto oppure andiamo a visitare i musei.

Siamo andati al museo delle “scienze naturali”, alla mostra sui dinosauri a Genova e qualche giorno fa abbiamo visitato il museo civico della Spezia. Sono in programma anche la visita al museo navale e a musei etnografici della Val di Vara. 

Si parte pieni d’entusiasmo, di curiosità, muniti di matita e blocchetto per prendere appunti. 

wpeB.jpg (43189 byte)Però l’entusiasmo spesso dura poco, perché appena entrati nel museo, il silenzio e l’ordine sono le prime richieste che ci vengono fatte.

Per quanto riguarda la guida, si è fortunati se è disponibile e se, pazientemente, cerca di andare incontro alle nostre esigenze; altrimenti è un vero “guaio”. Il linguaggio è incomprensibile, non adatto a noi e spesso è veloce nell’esposizione degli argomenti e si finisce col “non capire niente”!!!

wpe1B.jpg (29514 byte)Anche il tempo a disposizione per guardare, per riflettere è poco perché bisogna sbrigarsi, ci sono altre scolaresche che arrivano, rimanere indietro significa perdersi e così, tutti insieme, un po’ ammucchiati, si vede quello che si può e si formulano le domande solo quando è dato il permesso:

-Avete qualche domanda?

Ma la domanda che si aveva da rivolgere prima, è stata già dimenticata!!!.

Ci chiediamo: che senso ha, oggi, andare al museo se si deve stare zitti e si deve solo ascoltare? Non sarebbe più interessante e produttivo se noi bambini potessimo interagire con l’ambiente ed essere noi i protagonisti?

wpe17.jpg (22584 byte)Perché il silenzio è così fondamentale?

Noi bambini vorremmo essere attivi, chiedere, partecipare. Nel mondo delle “nuove tecnologie” in cui viviamo, anche i musei dovrebbero seguire i tempi, aggiornarsi. Museo non deve significare noia. Si potrebbero vivere emozioni straordinarie e stimolanti, provare il gusto della scoperta e la gioia di imparare ad imparare se gli adulti che pensano e organizzano il “museo”rispettassero le aspettative e le esigenze dei bambini.Se effettivamente si vuole che noi impariamo ad amare il museo e la nostra storia visitarlo dovrebbe diventare divertente: non è forse vero che giocando s’impara?


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