I portali di Porto Venere:
(antiche sculture in lavagna e pietra chiara)
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Entrando per l'antica porta nel “caruggio” di Porto Venere, intitolalo a Giovanni Capellini, si rimane stupiti dalla serie di architravi, soprapporte, lapidi di pietra chiara o di lavagna, che si trovano lungo la strada che porta alla piazza di San Pietro. Tutti questi ''segni" hanno un "simbolo'' caratteristico, un disegno singolare comune: il monogramma o meglio, trigramma J H S sormontato da una croce che si eleva dalla traversa della H, inscritto in un cerchio da cui escono 12 raggi più o meno dritti o alternati con fiamme ondulate, |
oppure in un serto di alloro con bende laterali svolazzanti.come si possono ammirare sopra le porte d’ingresso dei numeri civici, 39, 45, 59, 65, 85, 103, 105, 80, 56, 48,42)
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Questi sono i "segni", diciamo così, visibili. Ma se ne trovano altri nell'interno delle porte (ai numeri civici 33, 55, 65, 85) posti come rivestimento all'architrave d'ingresso.Sono queste le"orme" di un fervore religioso eccezionale, verificatosi più di mezzo millennio fa, suscitato dal predicatore francescano San Bernardino da Siena. |
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Nel 1405 San Bernardino cominciò la sua attività di predicatore, ma la sua popolarità cominciò a divenire immensa, solo dopo il ciclo di prediche compiute in Piemonte e in Lombardia, nel 1417.Da allora andò predicando in tutta Italia, sempre accompagnato da uno straordinario concorso di pubblico, trascinato e commosso dalla sua parola. Il suo primo certo passaggio in Porto Venere è del 1418: |
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| qui veniva ospitato nel convento francescano fuori dalle mura (ora è il Grand Hotel) e si serviva del collegamento marittimo bisettimanale Porto Venere - Chiavari - Genova, superando così le difficoltà e le insidie del passo del Bracco. | |
| Fra Bernardino aveva e propagandava un singolare culto, per il nome di Gesù e ne raccomandava la venerazione alle moltitudini, con la sigla IHS. | |
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Sigla che i suoi fedeli uditori solevano dipingere o scolpire un po’ dappertutto. A Porto Venere ne troviamo una trentina, sculture che la tradizione orale portovenerese attribuisce ai tanti accompagnatori del frate, che in occasione d’ogni suo passaggio, al termine della loro permanenza nel borgo, gratificavano i proprietari delle abitazioni che li avevano ospitati, con l'omaggio del monogramma, da applicare sui portali. |
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Molte di queste sculture - negli anni fra -il 1430 e il 1435- in Porto Venere vennero distrutte per effetto di una, campagna che prendeva spunto da accuse di culto superstizioso ed eretico. Per ben due volte gli fu intentato un processo canonico di scomunica, ma ne fu assolto ed anche elogiato da papa Eugenio IV che con bolla del 1435 lodò la dottrina, la virtù, i costumi e le nuove ferree regole di Benardo. |
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Per facilitarne l’uso e la conoscenza si diede allora origine alla artificiosa interpretazione Jesus Hominum Salvator, divenuto un simbolo religioso. E nuovamente riprese la diffusione del monogramma IHS che è l'abbreviazione del nome greco di Gesù. Per facilitarne l’uso e la conoscenza si diede allora origine alla artificiosa interpretazione Jesus Hominum Salvator, divenuto un simbolo religioso. Nella Pentecoste del 1450, celebrandosi in Roma il Giubileo, Fra Bernardino da Siena veniva solennemente canonizzato da Papa Niccolò V che era, guarda caso, il sarzanese Tomaso Parentucelli. |