VISITA ALLA VILLA ROMANA
Ieri, 8 ottobre, noi alunni di classe
quarta siamo andati a visitare i resti della Villa Romana del Varignano.
In classe abbiamo discusso, confrontato le nostre idee e curiosità e, dopo aver
consultato i nostri appunti e alcuni testi, abbiamo sintetizzato tutto quello
che ora conosciamo sulla la villa
romana del Varignano.
DATAZIONE.
La maggior parte dell'intero complesso è stata costruita nella prima metà del
I secolo a. C. ; successivamente, nel I secolo d. C. , sono stati aggiunti
l'impianto termale privato e la grande cisterna per la raccolta dell'acqua
potabile di sorgente.
COLLOCAZIONE.
La
villa era situata in una piccola valle ricca d'acque e protetta dai venti dal
Muzzerone e dalla Castellana. Era parte di un "fundus" dove venivano
coltivati olivi e allevati animali.
Inoltre era posta in una insenatura della costa e alla banchina (oggi in mezzo
alla terraferma ) attraccavano piccole imbarcazioni.
DESCRIZIONE.
La villa era costituita da due parti distinte: la "pars urbana", la
residenza del padrone, e la" pars fructuaria" con i locali e gli
attrezzi per la produzione dell'olio.
La "pars urbana " era ricca e confortevole e ospitava il padrone e la sua famiglia. Egli si occupava del buon andamento della sua azienda, oltre a godersi momenti di svago e di riposo. La sua ricca abitazione era costituita da molte stanze con pavimenti ricoperti da mosaici con tessere di marmo bianco e pietre colorate; c'era anche l'impianto termale privato del quale, come del resto delle stanze, purtroppo sono rimasti solo parti di pavimento e resti di muri perimetrali. L'impianto termale funzionava in questo modo: per mezzo di un forno l'aria veniva riscaldata e fatta circolare nelle intercapedini del pavimento dello spogliatoio, " l'apodyterium, del "tepidarium"e del "calidarium".
Un altro locale , il "frigidarium" , invece, era costituito da una vasca per il bagno nell'acqua fredda. Sul bordo della vasca si vedono quattro nicchie, in ciascuna delle quali era collocata una statua; l'unica ritrovata è quella di Igea, dea della salute.
La
"pars fructuaria" comprendeva le stalle e il complesso del frantoio,
dove si svolgeva l'intero processo di produzione dell'olio e i magazzini per la
conservazione dell'olio, e dei cereali.
Nel
cortile scoperto avveniva la frangitura delle olive; purtroppo la mola olearia
è andata perduta. Tramite una scaletta si saliva al "torcularium"dove,
per mezzo di due torchi, veniva spremuta la polpa. Il pavimento di questo
ambiente era costituito da blocchetti di laterizio disposti a lisca di pesce in
modo che non si scivolasse con l'olio; una buona parte di esso è ancora in
buono stato di conservazione. Il liquido che fuoriusciva dal torchio scorreva
lungo un canale scavato nel pavimento e scendeva
nelle vasche di decantazione, rivestite di cioccopesto.
Nelle
vasche, il liquido più puro veniva a galla e, quando arrivava nella terza vasca
(che non si è conservata),l'olio era pronto e veniva immagazzinato nella grande
"cella olearia" in file di "dolii"(vasi seminterrati)
in attesa di essere venduto.
Vicino alla villa c'era un grande serbatoio coperto per l'acqua potabile di
sorgente.
Nel piccolo museo vicino alla villa abbiamo osservato un "dolio" ricostruito, un modellino in legno di torchio, resti di pavimento a mosaico e molte fotografie.
Presto verrà aperto un nuovo museo, più grande e meglio organizzato.